Iconografia: Santo Stefano

Le immagini per lungo tempo hanno avuto un ruolo didattico e di accompagnamento visivo durante uno dei momenti sociali più importanti dell’età moderna: la messa.
La storica importanza delle figurazioni religiose è evidente nelle imponenti decorazioni delle chiese che ospitano mosaici, affreschi, pale d’altare e un’infinità di oggetti d’arredo.

Le immagini dovevano essere chiare e immediatamente comprensibili dal fedele che, spesso analfabeta, mandava il naso all’insù ad osservare il popolo di santi che lo scrutava dall’alto.

Per questo ogni santo, ogni personaggio biblico ed evangelico ha una propria specifica iconografia, ovvero un modo specifico di essere rappresentato legato alle vicende di cui è protagonista.

Cominciamo il percorso di svelamento iconografico da un santo molto famoso, Santo Stefano, che in calendario è festeggiato il 26 dicembre, addirittura con un giorno festivo. Perché è così importante a livello sociale? Forse per smaltire gli eccessi del giorno precedente e finire le lasagne e il vin santo, ma soprattutto perché Santo Stefano è il protomartire, ovvero la prima persona morta per testimoniare la fede cristiana.

Correva l’anno 36 e Stefano, diacono dei primi Apostoli, si occupava delle varie incombenze della nuova comunità e delle opere di carità. Si distinse per sapienza e fede e per questo fu trascinato dai sacerdoti ebrei davanti al sinedrio e accusato di bestemmia. Stefano si difese appassionatamente, con un lungo discorso in cui riprendeva la storia del popolo ebraico e ribadì con coraggio la sua adesione al nuovo credo. Fu lapidato e al suo martirio assistette anche Saul, il futuro San Paolo.

Beato Angelico e aiuti, Santo Stefano condotto al martirio e lapidazione di santo Stefano, affresco (322x412 cm), Cappella Niccolina nel palazzo Apostolico in Vaticano, 1447-1448.

Beato Angelico e aiuti, Santo Stefano condotto al martirio e lapidazione di santo Stefano, affresco (322×412 cm), Cappella Niccolina nel palazzo Apostolico in Vaticano, 1447-1448.

Stefano è spesso rappresentato con la veste dalmatica, una lunga tunica provvista di ampie maniche, che arriva all’altezza delle ginocchia, abito proprio dei diaconi durante le celebrazioni liturgiche. Le pietre del martirio sono il suo principale attributo iconografico.

Viene celebrato il 26 dicembre, il primo giorno dopo il Natale, non perché sia la ricorrenza della morte (infatti morì pochi giorni dopo la Pentecoste) ma perché si volle accostare la sua persona a quella di Gesù, di cui fu il primo “testimone”.

Nella nostra società laica e vagamente miscredente, Santo Stefano potrebbe rappresentare tutte le persone che sono morte con coraggio per difendere ideali giusti e potrebbe servire da monito per ricordarci di lottare per difendere con coraggio la nostra libertà.

Altri articoli da leggere:

2 Comments

  1. La sua vicenda e il significato della sua morte hanno, a mio parere, un’analogia con la filosofa Ipazia di Alessandria, uccisa anche lei con la medesima brutalità e la sua morte è simbolo della libertà di pensiero.
    Complimenti per il post.

    Pietro Perrino,
    studente di storia dell’arte all’Università del Salento (Lecce).

    • Grazie Pietro per i tuoi complimenti; concordo sulle similitudini che, purtroppo, si riscontrano in ogni omicidio dettato dalla lotta fanatica contro la diversità.
      Buone festività

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *