Sant’Antonio: storia, arte e curiosità

Sopra: Domenico Morelli, Le tentazioni di Sant’Antonio, olio su tela, cm 137 x 225, 1878, GNAM, Roma
Oggi, come tutti i 17 gennaio, è la festa di un santo importante per la Chiesa e per il culto popolare: Sant’Antonio Abate.
Fondatore del monachesimo anacoreta (tipico dei monaci che vivono in isolamento dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione), durante la sua lunga vita fu tentato e percosso dal demonio, ma riuscì sempre ad uscirne vittorioso e rafforzato nello spirito. Il culto di Sant’Antonio fu reso popolare dall’ordine degli Ospedalieri Antoniani, monaci che seguivano come maestro spirituale Antonio e si dedicavano alla vita monastica e alla cura degli ammalati di ergotismo, il cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio.
Antonio, oltre ad essere un santo capace di sconfiggere il demonio, si dota, durante il Medioevo, di poteri taumaturgici, ovvero di guarigione.
Chi meglio di Antonio poteva alleviare e curare i malati di herpes zoster, lui che in vita aveva sopportato nel suo corpo piaghe dolorosissime scatenate da satana?
 Le Tentazioni di Sant'Antonio, incisione di Martin Schongauer, ca 1490., Metropolitan Museum of Art, New York

Le Tentazioni di Sant’Antonio, incisione di Martin Schongauer, ca 1490., Metropolitan Museum of Art, New York

I corpi piagati venivano unti dai monaci Ospedalieri Antoniniani con il grasso di maiale, e per questo motivo venne dato il permesso all’ordine di allevare maiali anche all’interno dei centri abitati e gli stessi animali venivano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella.
Fu proprio in questi secoli che si consolida l’iconografia di Sant’Antonio: rappresentato come un vecchio con barba lunga mentre incede scuotendo un campanello, in compagnia di un maiale, tutti elementi legati alle sue capacità protettive e di guarigione. Il bastone da pellegrino che compare accanto al Santo termina spesso con una croce a forma di tau, simbolo che gli Antoniani portavano cucito sul loro abito. Nelle iconografie pittoriche spesso Antonio è raffigurato durante le tentazioni, per ricordare la difficile vita de Santo e ricordare la sua capacità di liberare l’uomo dal maligno e dalle sue tentazioni, qualsiasi esse siano (erotiche, mostruose, di ricchezza, ecc) 
 
Per la presenza del maiale al suo fianco, la protezione del Santo si allargò agli animali e a tutte le figure professionali che hanno a che fare con loro: in concomitanza con la celebrazione di Sant’Antonio avviene, infatti, la benedizione di stalle e animali domestici che vengono posti sotto la sua protezione.
Alcune rappresentazioni che ripercorrono le diverse iconografie: 
Correggio, sant'Antonio abate, olio su tavola, cm 49 x 32, 1517-18, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli

Correggio, sant’Antonio abate, olio su tavola, cm 49 x 32, 1517-18, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli

Diego Velazquez, Santi Antonio Abate e Paolo Eremita, olio su tela, cm 257 x 188, 1634-1660, Museo del Prado, Madrid.

Diego Velazquez, Santi Antonio Abate e Paolo Eremita, olio su tela, cm 257 x 188, 1634-1660, Museo del Prado, Madrid.

Salvador Dalì, La tentazione di sant’Antonio, olio su tela, cm 89,7 x 119,5, 1946, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts

Salvador Dalì, La tentazione di sant’Antonio, olio su tela,
cm 89,7 x 119,5, 1946,
Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts

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