Natività in Federico Barocci

Le feste cristiano-cattoliche sono un bagaglio iconografico ricco per la storia dell’arte. Il tema della Natività con i suoi personaggi,  l’ambientazione in un interno domestico viene sviluppato secondo infinite varianti nel corso del tempo. Un po’ come nel teatro classico: la trama è nota e diventa rilevante il modo in cui viene trattata la materia.
Una bella e particolare Natività è quella di Federico Barocci (1597, Museo del Prado, Madrid), uno dei pittori di maggior successo della seconda metà del Cinquecento.

La sua popolarità è legata alla sua abilità compositiva e al modo emotivo con cui tratta la luce,  elementi ben visibili in questa pala. Il dipinto era stato donato da Francesco Maria II Duca di Urbino alla Regina di Spagna. La luce che investe questa Natività proviene da una fonte luminosa esterna al dipinto, che investe fortemente il primo piano, soprattutto l’elegante figura inginocchiata della giovane e bella Maria.

L’atteggiamento della Madonna è di stupore, l’espressione è commossa e la luce sottolinea il miracolo e la tenerezza della sua maternità, diventando elemento simbolico e fortemente evocativo.

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Avvolto nei suoi panni il bimbo, dai lineamenti armoniosi e quieti, giace sul coperchio cosparso di paglia di una cassapanca in legno non decorato; ha il viso rivolto verso la madre in un gioco di sguardi che è il vero centro della composizione e del messaggio del quadro.
In alto si intravvede la rastrelliera con il fieno e di lato, appena sfiorati dalla luce, le teste del bue e dell’asino; in basso a sinistra, un sacco con del pane poggiato contro un gradino su cui è
posto un cesto, una piccola natura morta che costruisce un contesto dimesso e semplice.

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Giuseppe, che emerge dalla penombra con il mantello che cattura la luce, è girato di spalle: sta parlando con i pastori, affacciati all’uscio in fondo alla stalla, da cui fanno capolino anche le pecore, e indica loro con il braccio teso e il dito puntato il luogo dello straordinario evento, creando una direttrice compositiva che rimanda di nuovo al primo piano.
L’ombra e la penombra da cui emergono i fili di paglia e i volti stupiti dei pastori contribuisce a creare un’atmosfera fiabesca e a convogliare l’attenzione sulla poetica degli affetti del primo piano.

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Lo splendore dei colori e la soavità della scena impreziosiscono la composizione, studiata per essere la chiara rappresentazione di un evento miracoloso che deve raggiungere lo spettatore senza equivoci o dispersioni iconografiche.
Barocci realizza questo lavoro in linea con le tendenze dell’arte della Controriforma: nessun eccesso nella decorazione,  composizioni semplici, interni spogli, luce emotiva che concentra l’attenzione sui sentimenti e volontà di creare immagini didattiche e in grado di comunicare direttamente allo spettatore il messaggio cristiano.
Missione riuscita caro Barocci!

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