Arte contro la crisi: il Napoleone di Brera

Siamo tutti in crisi. E chi non lo è, fa finta di esserlo. Fortunatamente, però, tra le tante rinunce possiamo escludere l’arte: esistono luoghi dove la cultura può essere apprezzata e goduta senza spendere soldi.

Napoleone come Marte Vincitore

Napoleone come Marte VIncitore, da un originale di Antonio Canova, 1806-1859, Cortile di Brera, Milano.

Oggi, in barba alla crisi, vi porto a Brera senza farvi pagare il biglietto; non faremo incursioni rocambolesche e illegali, ma ci fermeremo nel cortile di ingresso dove due ampie scale conducono al piano superiore riservato alla Pinacoteca Nazionale. Non è necessario proseguire oltre; di fronte a noi imponente si innalza la statua che raffigura Napoleone Bonaparte come Marte Vincitore, fusa dai fratelli Righetti e posta nel cortile di Brera nel 1859. Questo bronzo è una copia dell’originale in marmo commissionato ad Antonio Canova nel 1806, oggi ad Aspley House a Londra.

Forse non tutti sanno che Canova è lo scultore che meglio rappresenta il periodo artistico chiamato Neoclassicismo, non per supremazia sugli altri artisti, ma perché riesce a condensare in ogni suo lavoro tutti i principi ispiratori di questo periodo storico-artistico.

Ma che cosa si intende con Neoclassicismo? Il termine stesso ci viene in aiuto e ci rimanda a livello semantico ad un “nuovo-classicismo”; il Neoclassicismo, infatti, è una corrente artistica nata sul finire del XVIII secolo che fa rivivere nelle opere d’arte i modelli e gli ideali del periodo classico greco e romano. Canoni formali e compositivi governano ogni realizzazione artistica per raggiungere un risultato in cui si rispecchiano i più alti ideali di Bellezza, Armonia, Equilibrio.

Il Neoclassicismo genera un’arte profondamente idealista ed astratta; a qualcuno di voi leggendo la parola “astratta” è venuto in mente Kandinskij. Niente di più corretto; il procedimento è lo stesso, ma il risultato è decisamente diverso. Anche l’arte figurativa neoclassica prende spunto dalla realtà, ma se ne distacca attraverso un processo di selezione per ricercare il bello assoluto (che in natura non esiste). Le imperfezioni vengono accantonate, emozioni e passioni che turbano le membra vengono abolite in favore di una razionalità austera, contemplativa, dal messaggio – etico ed educativo -perfettamente leggibile in forme e composizioni chiare, che non si perdono in virtuosismi e decorazioni accessorie.

C’è tutto questo nel Napoleone di Canova; bello come un dio, questa statua non ha nulla del viso un po’ sgraziato del vero Napoleone. Non è, infatti, un ritratto, ma la figurazione delle qualità ideali di Bonaparte che, appunto, viene presentato come Marte, dio della guerra.

La nudità è l’attributo che l’arte greca riservava agli eroi e che qui connota Napoleone rievocando gli ideali eroico-militari di origine classica insieme alla clamide, mantello di origine greca indossato dai guerrieri, che adorna la spalla del generale con ampi panneggi.

Napoleone come Marte Vincitore e la Vittoria

Napoleone come Marte VIncitore, da un originale di Antonio Canova, 1806-1859, Cortile di Brera, Milano.

Una Vittoria alata sopra un globo riempie la mano destra della statua: questi simboli romani si riferiscono alle vittorie di Bonaparte e al suo predominio sul mondo. I richiami alla guerra sono molti altri; dall’asta retta da Napoleone alla spada appoggiata al tronco d’albero che sorregge la statua; tutte insieme celebrano le abilità del generale, consacrato dall’Arte in Marte.

Per apprezzare una statua nella sua interezza, è necessario vederla da ogni punto di vista e cercare di entrare il relazione con il suo spazio. Il nostro Napoleone, ad un certo punto del nostro girare, mostrerà il suo volto che, all’apparenza, sembra diretto allo spettatore.  Lo sguardo concentrato e la mancanza di caratterizzazione espressiva dimostrano che, in realtà, il generale si rivolge alla Vittoria e guarda all’infinito dove risiede l’idealità della sua missione e delle sue qualità.

Ora potete sedervi sui gradini ad ammirare la vita dell’Accademia adiacente al cortile e, se siete abbastanza curiosi, decidere di incamminarvi per il lungo corridoio che si apre oltre il Napoleone e sbirciare la vita degli studenti. Altrimenti potete decidere di uscire e dedicarvi all’esplorazione di uno dei quartieri più vivi e culturalmente frizzanti di Milano; gallerie d’arte, aristocratici palazzi, vinerie, locali, musica.

Prima di uscire lasciate correre lo sguardo lungo l’architettura del cortile di Brera che si snoda in magnifici colonnati ad archi…ma, mi raccomando, non spendete tutto in spritz & happy hour: tenete da parte qualche euro perché la prossima volta entriamo e bisogna pagare il biglietto!

Colonnato di Brera e progetto del restauro del Napoleone di Canova

Colonnato di Brera e progetto del restauro del Napoleone di Canova

Nota sul restauro

A giugno del 2013 il Napoleone come Marte Vincitore di Canova verrà sottoposto a restauro; come è ormai consuetudine per la Pinacoteca di Brera verrà allestita una struttura trasparente attraverso cui sarà possibile seguire i lavori dei restauratori e ammirare contemporaneamente la scultura. Occasione ghiotta per chi non ha mai potuto osservare un’azione di intervento sulle opere d’arte.

I lavori dureranno 12 mesi; il progetto è stato presentato dall’associazione Amici di Brera e dei musei milanesi e la soprintendenza per i Beni storici artistici di Milano ed è sostenuto da Bank of America Merrill Lynch 2013 Art Conservation Project. Sono stati stanziati 220mila euro. La spesa rende omaggio a Napoleone: fu proprio lui, infatti, a fondare nel 1809 la Pinacoteca.

Complimenti a chi è arrivato alla fine di questo lungo articolo e grazie per la lettura!

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  1. Pingback: Il Restauro del Napoleone di Canova | Rubrica di Arte

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