Ezio Cicciarella: tra cielo e inferno

Recensione dedicata ad uno scultore vivente, Ezio Cicciarella, e alle sue sculture in pietra pece. 

Enfer ou ciel qu’importe. Au fond de l’inconnu pour trouver du nouveau.

(Inferno o cielo non ha importanza. In fondo all’ignoto per trovare il nuovo).

É pensando a Les Fleurs du Mal di Beaudelaire che nell’osservare le sculture di Ezio Cicciarella sembra di toccare con mano inferno e paradiso: la calma assoluta e il pathos si alternano, l’armonia fa l’amore con il suo contrario, la dolce carezza di una mano materna si accompagna allo schiaffo rude di dita incallite. Le fasciature, proprie delle sculture di Cicciarella, appaiono ad un occhio veloce delle restrizioni, delle corde che si stringono attorno alla preda per poi, in realtà, abbracciarla. Ed ecco svelarsi corpi avvolti tra loro, dervisci rotanti e persino amanti nell’atto di baci segreti.

É un gioco dicotomico quello che l’artista rivela attraverso le sue sculture, l’eterna lotta tra bene e male, l’equilibrio di yin e di yang, l’esistenza del giorno e della notte. Luci e ombre, chiaroscuri, forze opposte convivono, si relazionano, interagiscono in una dualità che si manifesta già nella materia stessa di cui le opere di Ezio si compongono: la pietra pece, un minerale in cui solido e liquido coesistono e che rende uniche le opere dello scultore Cicciarella.

Ezio Cicciarella, Senza Titolo, 2013, pietra pece

Ezio Cicciarella, Senza Titolo, 2013, pietra pece

E se Beaudelaire attraverso inferno o cielo, fino in fondo all’ignoto, ha cercato di scoprire il nuovo, ciò che ancora non è stato rivelato, chissà se Ezio nelle sue sculture e per mezzo di esse non stia cercando il suo “inconnu”, il suo ignoto. Forse nella nuda pietra che egli cerca di impreziosire plasmandola con le sue mani si nasconde l’essenza dei rapporti tra esseri umani: amore e odio, gioia e dolore, Eros e Thanatos.

 

BIOGRAFIA
www.eziocicciarella.com
Ezio Cicciarella nasce a Vittoria (RG) il 22 settembre 1976.
Più che i banchi di scuola, da ragazzo lo attirano gli spazi aperti, il cantiere con gli attrezzi e i materiali adoperati dal padre artigiano. S’interessa precocemente soprattutto di tecniche edilizie, di restauro, di lavori da scalpellino e d’intarsio.
Intorno al 2001 inizia ad eseguire le sue prime sculture, non ancora cosciente d’avere scoperto la sua musa donatrice di senso.
Nel 2008 la svolta decisiva: fra molte difficoltà, decide di avviare un suo laboratorio nel centro storico di Vittoria (RG) per dedicarsi interamente all’arte. Inizia da allora a produrre un’ampia serie di opere, elaborando un suo linguaggio autonomo ed affinando costantemente la tecnica in un lungo e impegnativo percorso coronato dalla partecipazione alla Biennale di Venezia 2012.
“La scultura” – dice Ezio – “ha illuminato la mia vita, ma esigendo dedizione assoluta, coraggio e sacrifici infiniti”.

Altri articoli da leggere:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *