Che cos’è l’Arte?

Sono stati spesi milioni di parole su questo argomento e centinaia di libri sono stati scritti; eppure sembra che la definizione di Arte non sia mai del tutto sviscerata.

L’essere umano ha la tendenza a catalogare ed etichettare ogni sorta di fenomeno naturale e sociale per meglio poter razionalizzare gli eventi e averli sotto controllo; l’Arte rientra tra questi eventi. Già gli antichi greci avevano cominciato a classificare l’arte in sottocategorie (arti comuni, arti liberali) e -ne sono convinta- anche ad interrogarsi sul significato profondo di questa propensione umana a produrre qualcosa di tangibile (o non tangibile) per scopi comunicativi.

Ho volontariamente delineato una definizione generica e onnicomprensiva di Arte per includere anche quelle manifestazioni artistiche che non generano qualcosa di fisico e duraturo, come le perfomance o le rappresentazioni teatrali, ma che, a buon diritto, godono dell’appellativo di Arte.

E’ possibile affermare, con il sostegno di geniali menti che ne hanno a lungo dibattuto, che l’Arte è tutto ciò che nasce da una volontà artistica indirizzata a qualcuno di presente nell’immediato o che sarà presente nel futuro. Nell’intenzione generatrice di un fatto o di un oggetto risiede, quindi, il valore artistico e l’artisticità.

Vorrei fare un esempio sciocco, ma chiarificatore: se domani mattina entrassi in un negozio di materiali per artisti e inavvertitamente, inciampando, dovessi cadere su una tela e squarciarla, non sarei l’incarnazione femminile di Lucio Fontana e il risultato del mio agire (pasticcio) non conterrebbe il significato, la potenza e l’artisticità di un Concetto Spaziale.

Lucio Fontana in un intenso ritratto di Ugo Mulas

Ritratto di Lucio Fontana mentre realizza “Attese. Concetto spaziale”, di Ugo Mulas, Archivio Mulas, Milano.

Fontana, infatti, agiva spinto da una volontà comunicativa per trasmettere un messaggio artistico e culturale, mosso da un’intenzione programmatica che guidava ogni suo gesto; il mio “strappo” sarebbe frutto semplicemente di una maldestra goffaggine.

Bisogna sottolineare, inoltre, che se i tagli di Fontana non fossero rivolti a qualcuno (lo spettatore) non avrebbero alcun valore artistico, perché il messaggio non arriverebbe da nessuna parte. Una manifestazione artistica, per esistere ed essere considerata tale, deve poter essere appresa, goduta e, in gergo tecnico, fruita da uno o più spettatori.

Giungendo, quindi, ad una conclusione possiamo affermare che sono due gli elementi imprescindibili alla base dell’Arte: l‘intenzione artistica e lo spettatore che, necessariamente, devono incontrarsi per generare una manifestazione o un oggetto artistico. Purtroppo non è possibile considerare spettatore il commesso del negozio di materiale per artisti che, tra grasse risate, forse non mi farà ripagare la tela che ho squarciato.

Per chi fosse interessato, è possibile approfondire l’argomento nei seguenti testi:

Altri articoli da leggere:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *