Arte Natura Poesia. Morterone, Lecco

Era un lunedì d’agosto. Il cielo minacciava tempesta con enormi nuvoloni grigi. Non potevo continuare a rimandare. La curiosità di rivedere Morterone arricchita di nuove opere d’arte era, oramai, inarrestabile. Ho accolto la sfida.

Arte Natura Poesia. Interventi a Morterone 2013 è un progetto che affonda le proprie radici nel 1988, anno in cui iniziano a sorgere nella natura profumata di Morterone le prime sculture all’aperto, seguendo un’idea di Epicarmo e Sostene Invernizzi.

Tutta la genesi e il significato artistico degli interventi è già stata scritta in libri, opuscoli e articoli di giornale. Per completezza e vostra comodità trovate il materiale descrittivo di tutti gli interventi in formato pdf, raggiungibile cliccando sull’immagine in calce all’articolo. Io non ricalcherò frasi già scritte, commenterò.

Dietro alle costruzioni arrugginite che sfidano l’aria, tra i vertiginosi e monumentali pali che riempiono con una sfida i vuoti del centro abitato di Morterone, nell’improvvisa accensione del rosso dei Covoni adagiati maestosi nei prati verdissimi si respira la magia dell’arte.

Epicarmo definisce la sua iniziativa “una concezione dell’operare artistico come azione di conoscenza e non come alterità operativa prevaricante“. Chiaro, vero?!

(Paroloni)

La prof.ssa Fracesca Pola sottolinea che “nell’esperire la realtà di Morterone è necessario tenere presente alcune caratteristiche che ne definiscono la specificità […] e consentono di costituire in questa cornice naturalistica e antropica una realtà permanente di dialogo epistemologico tra arte, poesia e natura“.

Sembra che gli storici dell’arte vogliano allontanare i non eletti dalla comprensione di questo meraviglioso progetto artistico ed è un peccato. A chi sono indirizzate le opere di Morterone? Sono Autoreferenziali? Dedicate, forse, al gruppo di eletti critici che comprende la relazione tra intervento contemporaneo e ambiente antropico?

Cerchiamo di osservare senza lasciarci intimorire dalla critica e dalle forme inconsuete.
Morterone è un borgo popolato da signore senza età, vestite con abiti a fiorellini azzurri, zoccole di legno e grembiule. I prati sono resi vivaci da pecore al pascolo e, tutto intorno, una frizzante e immensa natura si distende in ogni luogo su cui gli occhi cadono. Le premesse del luogo sono molto promettenti, ma l’arte, in questo paese idilliaco, è un surplus da cui, oggi, non si può prescindere.

Gli interventi artistici a Morterone, nella loro astrattezza formale, ovvero nella mancanza di riferimenti con la realtà e le figure che popolano la nostra realtà, possono risultare di difficile comprensione e di ostica relazione emotiva.

Non troveremo Madonne, Sacre conversazioni, Paesaggi montani nelle opere all’aria aperta, ma masse geometriche, linee, campi di forza, elementi che rievocano con la loro forma perfetta delle idee, che possono essere in grado di emozionarci o, almeno, di stimolare interrogativi e spingerci all’approfondimento della “questione artistica”.

Io vi invito a guardare, a lasciarvi trasportare dalle domande sul perché debba essere importante un’integrazione tra arte e natura prima di riflettere sui motivi “dell’essenziale bicromia di Bruno Querci” o “sull’universalità del tempo” insieme ai tondi di Staccioli.

Lasciate che ciascuna di quelle opere parli a voi in maniera autonoma, che vi conduca sempre più vicino alle sue masse geometriche per cercare informazioni e una chiave di lettura, lasciate che vi insinui mille domande circa i motivi della sua presenza proprio in quel posto (mai casuale).

Vi accorgerete, osservando, che gli elementi umani, naturali e artistico di fronte al vostro sguardo si valorizzano reciprocamente nel loro accostarsi in un dialogo di domande fitte fitte e vuoto di risposte.

Mauro Staccioli, Tondi-Morterone, 2010

I Tondi-Morterone (2010) di Mauro Staccioli scandiscono geometricamente il panorama naturale.

Carlo Ciussi, Senza titolo, 2013

La scultura Senza titolo (2013) di Carlo Giussi e sullo sfondo il centro di Morterone e la sua natura.

Gianni Colombo, Architettura Cacogoniometrica, 1988, Morterone

Gianni Colombo, Architettura Cacogoniometrica con persona, 1988

 

 

 

 

 

 

Andate a Morterone. E solo quando sarete a casa riempite il vuoto delle risposte con gli studi della critica d’arte. Chi scrive è convinto che l’arte debba essere personalizzata, interiorizzata e trasformata in un’esperienza emotiva propria.

Non esiste, infatti, la Verità; esistono i punti di vista. La perfezione risiede nel chiedersi perchè, non necessariamente nell’esistenza di una risposta univoca. Lo stesso Donald Judd, esponente dell’arte povera e ospitato nelle sale del comune di Morterone per la mostra al chiuso del 2013, scriveva “Se la chiamano arte, allora è arte”.

Quindi, basta paroloni! Andate a Morterone: l’arte è sempre (all’aria) aperta!

Buona visita.

Interventi Arte Natura Poesia

Clicca sull’immagine per scaricare la Mappa e la descrizione degli Interventi artistici a Morterone (7MB)

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