Chagall: l’Albero della Vita a Sarrebourg

In attesa della grande retrospettiva di Marc Chagall prevista a settembre a Milano, introduciamo questo artista guardando ad un’opera inconsueta nel XX secolo: le vetrate per la Cappella dei Penitenti a Sarrebourg.

Tecnica artistica fiorente nel periodo Gotico, le vetrate conoscono una fortuna alterna nel corso della storia e tornano a risplendere con Chagall. La bidimensionalità del vetro e il collegamento con un simbolismo religioso incontrano le propensioni stilistiche dell’artista russo, che con una tecnica secolare trasmette un messaggio di vita, pace e amore affondando le radici in un’epoca lontana, talmente antica da apparire rivoluzionaria.

Albero della Vita, Chagall, 1975, sarrebourg

Vetrata con Albero della Vita, Marc Chagall, 1975, 7×12 m, Cappella dei Penitenti, Sarrebourg

L’albero della Vita è il soggetto di questa grande vetrata, al centro della quale risaltano, per contrasto, il verde e il rosso rosso del fogliame dell’albero, colori puri e intensi in un mare di blu. Al centro Adamo ed Eva attirano l’attenzione dello spettatore: l’iconografia dei progenitori, ovvero il modo in cui vengono raffigurati, è lontana dalla tradizionale visione peccaminosa o dolorosa. Adamo ed Eva sono il simbolo dell’umanità, il prototipo della coppia che si unisce in una relazione d’amore che dona la vita.

Scene di gioiosa vitalità animano l’intera vetrata: in particolare a sinistra dell’albero una donna con bambino è attorniata da figure e angeli sorridenti, il tutto in uno spazio non connotato in modo realistico, ma in un continuum narrativo che si ricollega ad una tradizione antica, ma che con Chagall prende i connotati di un sogno. Questa donna è la Vergine cristiana con in braccio il bambin Gesù.

Crocefissione, particolare della Vetrata con l'Albero della vita, Marc Chagall, Cappella dei Penitenti, Sarrebourg.

Crocefissione, particolare della Vetrata con l’Albero della vita, Marc Chagall, Cappella dei Penitenti, Sarrebourg.

Accanto alla Vergine, la croce della Passione rappresentata, secondo un’iconografia antichissima (il Cristo Triumphans), Cristo vittorioso sulla morte; il viso dolcissimo, realizzato con linee essenziali all’interno di una visione onirica, riporta la Passione di Cristo in un luogo senza tensione, ricordando il ruolo salvifico della morte di Gesù che, con il suo sacrificio, libera l’intera umanità.

Le vetrate raccontano la storia di Cristo come in un libro per bambini: le linee di connessione del vetro decorano con figure fantasiose una superficie dai colori intensi in cui prendono vita figure volanti, angioletti e volti sorridenti.

La religione diventa un sogno accessibile, capace di trasmettere tenerezza e amore e si mette direttamente in relazione allo spazio circostante; la vetrata, infatti, occupa una intera parete della Cappella che, rivolta alla strada, espande la visione di pace e di amore direttamente alla città.

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